Aprile 2021

Carissimi lettori e lettrici, carissimi iscritti e iscritte all’Associazione del Rosario perpetuo,
Ora tutto è compiuto, Alleluja
Tutto è compiuto!
Sono le ultime parole di Gesù sulla Croce così come riportate dall’evangelista Giovanni.
Dopo queste parole e il silenzio profondo che ne ha fatto seguito, sembra di rivivere il compimento dei giorni della creazione, quando Dio, nel settimo giorno, portò a perfezionamento il lavoro che aveva fatto e cessò, in quel settimo giorno da ogni suo lavoro.

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Gennaio e Febbraio 2021

Carissimi lettori e lettrici, carissimi iscritti e iscritte all’Associazione del Rosario perpetuo,
buon anno a tutti!
Che anno difficile è stato questo appena trascorso! Mi ha colpito molto, soprattutto dalle labbra di uomini e donne maturi o avanzati all’età esclamare: “mai avrei potuto pensare nella mia vita di vivere un qualcosa del genere”. Neanche sapevamo cosa fosse una pandemia, ed era un nome che temevamo, sperando che i primi allarmi di una epidemia rimanesse tale! E invece no. Da fine febbraio, potremo dire sino alla fine dell’anno ci siamo ritrovati a diventare familiari con le nostre mascherine, e soprattutto a convivere con un “distanziamento sociale” il cui solo nome è brutto, pregando per l’arrivo di un vaccino!

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Marzo 2021

Carissimi lettori e lettrici, carissimi iscritti e iscritte all’Associazione del Rosario perpetuo,
abbiamo iniziato da qualche giorno il nostro cammino di quaresima.
E’ un periodo in cui riflettiamo con intensità sulla nostra vita spirituale, che vuol dire valutare quanto ci sentiamo riconciliati con noi stessi, quanto lo siamo tra di noi, e dunque quanto siamo riconciliati con Dio.
In questo cammino quaresimale la parola che dovrebbe risuonare ancora è la parola “conversione”, ossia vertere, rivolgersi verso Dio e provare a vivere la nostra quotidianità fidandoci di Lui!

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Dicembre 2020

Carissimi amici e amiche iscritti all’associazione del Rosario perpetuo, carissimi lettori e lettrici,

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. E il verbo si è fatto carne.
Sono le parole che sentiremo il giorno di Natale, tratte dal prologo di san Giovanni. E’ una pagina che con ritmo quasi poetico ci introduce al Mistero teologico del Natale: Dio, che è tutto dall’eternità, si fa uomo, viene ad abitare in mezzo a noi.
Farsi uomo, per il Verbo ha voluto dire che nel prendere carne Gesù ha condiviso, eccetto il peccato, la normalità della nostra vita, seppur tra molte difficoltà. E la prima normalità è quella di avere avuto un padre e una madre.

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