Novembre 2021

Scritto da fr. Gian Matteo Serra, OP

Carissimi amici e amiche iscritti all’associazione del Rosario perpetuo,

carissimi lettori e lettrici,

il mese di novembre ci fa riflettere sul mistero della Chiesa Santa di Dio e la comunione dei Santi, un dogma professato nel Credo (Simbolo degli apostoli) che recitiamo alla Messa.

Iniziamo infatti il mese di novembre con la solennità di tutti i Santi, e a seguire, il due, la commemorazione di tutti i fedeli defunti. Noi, sulla terra preghiamo i Santi, chiedendo la loro intercessione in quanto sono amici di Dio in Paradiso, e preghiamo per le anime che hanno ancora bisogno di purificazione prima di entrare nel Regno dei cieli. Ecco la comunione dei santi: una unione forte e intima di preghiera tra i fedeli vivi e quelli che hanno terminato la loro vita: siano essi in paradiso o in procinto di entrarci. Comunemente si parla di comunione dei santi tra la chiesa “militante” che siamo noi sulla terra, chiesa “paziente”, ossia coloro che espiano in purgatorio l'ultimo debito dovuto alla giustizia divina e chiesa “trionfante”, ossia coloro che in paradiso godono del premio della vita eterna.

A Capo di questa comunione dei Santi c’è Cristo.

I meriti senza limiti di Cristo, che con la sua Passione ci ha dato la Salvezza, ma anche i meriti di coloro che hanno vissuto una vita santa, uniti alle preghiere e alle azioni di carità vissuti nella speranza cristiana da chi è ancora in vita, in virtù della comunione dei santi non ricadono solo su chi le sta compiendo, ma anche, per la misericordia di Dio che ha voluto questa comunione, anche su tutti gli altri, sulle anime del purgatorio e sulle persone che hanno bisogno di aiuto sulla terra!

La bontà, la virtù, genera come una sorta di tesoro di grazia al quale tutti possono attingere secondo naturalmente le disposizione e il sincero desiderio personale. Se voglio fare un cammino di santità devo desiderarlo seriamente attraverso tutta la mia vita, e Dio non mancherà certo di aiutarmi nel ricevere i tesori di grazia che la Chiesa, di cui Lui è il capo, dispone.

Non siamo cioè persone sole e abbandonate in questo mondo, siamo parte di una famiglia in cielo e in terra caratterizzata da un aiuto reciproco, soprattutto spirituale, che continua e completa per l’eternità il desiderio di Dio di vederci e volerci fratelli e sorelle, figli di un unico Padre.

Naturalmente, per poter ricevere la grazia nella comunione dei Santi, si deve essere quanto più possibile membra vive del Corpo che è la Chiesa. Immaginiamo la Chiesa come una pianta. Se in questa pianta siamo rami secchi, non possiamo mai ricevere la grazia che deriva dalle radici, che è Cristo, o dai rami. Se siamo rami secchi a causa del nostro peccato, non significa però che non c’è speranza. L’esser per sempre parte della comunione dei santi accende in noi il desiderio di essere dei rami frondosi che creano frutto. Ciò risveglia in noi il cammino di conversione, e quindi ci rende aperti a ricevere l’aiuto che Dio vuole darci per renderci sempre più vicini a Lui. La grazia chiama altra grazia. Tra coloro che stanno già in cielo e noi sulla terra esistono numerose relazioni reciproche.

Tra chiesa militante, noi, e chiesa trionfante, c’è una relazione reciproca di noi che preghiamo i santi, ringraziando in loro l’opera di Dio, e dei santi che pregano il Signore perché sia misericordioso con noi. I Santi, in qualche modo, strappano a Dio le grazie per noi. E non dimentichiamo che Santa fra i Santi c’è la beatissima Vergine Maria, potente Madre che ci ama di un amore smisurato. Vivissima è la relazione tra le anime del purgatorio e noi sulla terra. Ognuno di noi deve sentire il dovere di alleggerire con i suffragi, quali la messa, le indulgenze, le preghiere, le elemosine e altre opere di pietà e penitenza le anime che sono in purgatorio. E’ una vera opera di carità. Da parte loro le anime del Purgatorio, pregano per noi, e quando, nella volontà di Dio entreranno nel Regno dei cieli intercederanno per noi! E’ un vero cammino di amore, tra membra della Chiesa che si vogliono realmente bene.

Se è vero, come dice Sant Tommaso d’Aquino della sua Somma di Teologia che i Santi del cielo non possono più direttamente aiutare le anime del purgatorio, essi le amano come sorelle, e offrono i meriti con cui essi arricchirono il tesoro della Chiesa, affinché le anime militanti, con le buone opere e le indulgenze, sappiano applicarli a quelle anime bisognose (Summa theol., II-III, p. 83, a. 11).

Approfittiamo di questo mese di novembre per pregare con i nostri Rosari sviluppando in noi la comunione dei Santi. Facciamolo in modo particolare chiedendo misericordia per ognuno di noi invocando l’intercessione di tutti i Santi e ricordando con affetto i nostri cari defunti, pregando, celebrando suffragi, facendo opere di carità meritorie, perché possano presto raggiungere la gloria in Paradiso.