Luglio 2021

Scritto da Super User

Carissimi lettori e lettrici, carissimi iscritti e iscritte all’Associazione del Rosario perpetuo,
circa un anno fa una coppia di persone che incontravo per la prima volta mi regalarono due stampe che subito mi incuriosirono.

Mi incuriosivano i colori, la morbidezza delle linee, la serenità che tramandavano. Con una delle due feci per un attimo fatica a capire il verso nel quale doveva essere guardata, finchè non vi scorsi, almeno nella mia fantasia, una persona rannicchiata, quasi abbracciata da un crocifisso.
Solo dopo scoprii che era una copia di un’opera che Anna, così si chiama l’artista che l’ha fatta e che mi donò la stampa, si trova nel monastero di san Miniato al monte a Firenze, e che rappresenta un monaco rannicchiato, e quasi abbracciato dal crocifisso.


Padre Bernardo Gianni, abate di quel monastero, descrive il Cristo e il monaco in adorazione, come immersi in un bianco di luce siderale e purificante. Quest’opera si trova in una stanza dove tante persone che vanno al monastero incontrano un monaco per cercare conforto, perdono, pace, e,  si chiede sempre p. Bernardo in una lettera scritta all’autrice “esiste un cromatismo migliore di quel bianco aurorale in cui rigenerare un cuore indebolito dal peccato, la cui cupa ombra pare dissolversi nel chiaro e accecante panneggio di grazia e di luce che riveste il tuo Cristo e chi lo adora?”. L’arte nasce anche per consolare.
L’altra riproduzione che mi venne regalata rappresentava una donna che abbracciava con dolcezza il suo bambino. Certamente rappresentava la Vergine Maria, ma anche questa, così come la riproduzione precedente non aveva volti, né il bambino, né la mamma che lo teneva in braccio. Ma era certamente una Madonna. Anna di Volo (www.annadivolo.com), l’artista fiorentina di queste due opere, due di tantissime splendide opere, mi ha dato il permesso di pubblicare in copertina quest’immagine, rasserenante, bella, riposante.
Non mi disturba il fatto che il volto non sia disegnato! Vi assicuro che Anna sa disegnare anche naso bocca e occhi, nonostante abbia deciso di non farlo. Anzi, la mancanza del volto mi aiuta personalmente nell’immaginare la bellezza di Maria senza rimanere legato a lineamenti, anche se disegnati dal migliore o preferito degli artisti. Guardo l’immagine, e poi sento impressa nella mia mente una sensazione di morbidezza, come immagino il velo della Madonna, e di dolcezza, come immagino il suo abbraccio a Gesù, che nasce direttamente dal cuore.
Anche i colori sono essenziali. L’oro di sfondo, che rappresenta un po’ la presenza divina è il cielo e la vita a cui tendiamo. C’è poi il nero delle tenebre che portiamo nel cuore quando ci allontaniamo da Dio, ma questo nero è squarciato dalla lucentezza di Maria. Con un manto bianco, calmo, puro, di luce, avvolge il bambino. Il rosso del suo abito richiama il sangue, quindi la vita, che spesso è sacrificio, ma anche regalità. La Regina degli angeli e dei santi è per noi luce che ci riporta dal buio della nostra lontananza da Dio, all’oro della sua presenza, avvolgendoci in un bianco che ci mette al riparo. L’arte ci eleva a Dio e ci introduce nella preghiera.
Guardando questa immagine penso alla preghiera del Rosario, che rasserena e calma il cuore. Penso alle nostre ore di guardia, che sono un’ora di pace passato con Maria a contemplare Cristo. Penso a questo mese di luglio in cui forse molti di noi avranno qualche giorno di riposo estivo e la bellezza dello stare col Signore non va mai in vacanza. Penso all’occhio vispo ma pacato di Anna di Volo  che fra i suoi colori si riempie di pace e di contemplazione che condivide con chi guarda le sue opere. Penso a suo marito Patrick che con tenerezza e attenzione le sta accanto da una vita. Penso ad ognuno di noi che vorrebbe essere tra quelle braccia della Vergine Maria. In realtà è come se ci fossimo, perché lei, la nostra madre, non smetterà mai di prendersi cura di noi, di proteggerci dal buio, e di immergerci nella luce di Dio.