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LETTERA OTTOBRE 2013

Gentili zelatrici del Rosario Perpetuo e stimati lettori, spero trovarvi singolarmente in buona salute; sempre “sospinti al filiale amore verso la Regina del S. Rosario e animati nell’imitazione delle Sue virtù” (cf. LG 67).

“Nel nostro tempo, in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno più strettamente e cresce l'interdipendenza tra i vari popoli (NA 1), appare più facilmente che tutti i popoli formano un’unica famiglia umana. In questa famiglia ci dobbiamo sentire responsabili, dare il nostro contributo e svolgere la nostra missione.

L’associazione apostolica di preghiera alla quale apparteniamo – il Rosario Perpetuo – svela a ciascuno di noi qual è questa missione e ci indica anche lo strumento per compierla.  Dall’associazione, infatti, siamo chiamati a dare il contributo di preghiera gli uni per gli altri, a sentirci responsabili non solo per la nostra piccola famiglia ma dell’umanità intera e svolgere la nostra missione avvalendoci della corona del S. Rosario. 

Il Rosario, in effetti, “è preghiera orientata per sua natura alla pace… ed è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia e “mentre ci fa fissare gli occhi su Cristo, principe della pace, il Rosario ci rende anche costruttori della pace nel mondo” (cf. RVM 40-41). Con il Rosario, se lo recitiamo a dovere, noi possiamo dare un vero e concreto contributo di bene a noi, ai nostri cari e a tutta la società umana.

Naturalmente, per noi, ricorrere al Rosario, significa ricorrere nel modo più gradito ed efficace a Maria, perché  con il Rosario “ci mettiamo in sintonia con il ricordo e con lo sguardo di Maria (sui misteri di Suo Figlio” (RVM 11). Ci incoraggiava in questo senso Benedetto XVI, in occasione della festa del Rosario (7.X.07): “Anche noi vogliamo accogliere la materna richiesta della Vergine, impegnandoci a recitare con fede la corona del Rosario per la pace nelle famiglie, nelle nazioni e nel mondo intero”.

Con l’arrivo del mese di ottobre si ripresenta gradito ai nostri occhi e incoraggiante al nostro cuore l’immagine tradizionale della Madonna del Rosario che raffigura Maria che con un braccio sostiene Gesù Bambino e con l’altro porge la corona a San Domenico (e a noi).

Questa significativa iconografia, non solo mostra che il Rosario è un mezzo donato a noi dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditandone la vita, cercare di amarlo sempre di più, ma anche che con esso possiamo dare il nostro contributo al bene della famiglia e alla pace nel mondo. Non abbiamo alla nostra portata, del resto, strumento migliore del Rosario per favorire la buona riuscita dell’anno della fede. Questa si ottiene solo con la preghiera e con la meditazione sulle verità cristiane: “perché la fede che non è pensata è nulla” (cf Fides et Ratio, 79). 

Sappiamo che la nostra Associazione del Rosario è guidata dalla Madonna: io me ne accorgo in tante occasioni, specialmente durante le visite ai gruppi. Tuttavia è pure vero che Lei la porta avanti con la vostra cooperazione, per mezzo di voi zelatrici. Dove la zelatrice fa poco, anche il gruppo del Rosario si muove con poco fervore a differenza di dove c’è l’esempio che trascina. Non mi sfugge, comunque, che tante volte non è per pigrizia che non si riesce a fare più e meglio.
Grazie alla Madonna quanto bene ha fatto e continua a fare la nostra associazione con il suo influsso benefico nell’animo delle persone che porta alla serenità e alla speranza! Suggerendo il Rosario, apre ad una “autentica via di santificazione” (RVM, 8) che uno stuolo innumerevole di santi ha percorso prima di noi. Le difficoltà e sofferenze non mancano neppure a noi, ma il nostro amore di figli verso la Mamma di tutti deve metterci addosso più slancio nel dare il nostro contributo e assolvere la nostra missione; e nel far sapere al mondo che le vogliamo bene (cf. Gv 14, 31).


LONDRA. National Gallery. Madonna con Bimbo di Garofalo (1517-1588).


(P. Eugenio Zabatta o.p., direttore).


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