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LETTERA NOVEMBRE 2013

Gentili zelatrici del rosario perpetuo e stimati lettori La recita solenne del Rosario, cioè l’Ora di Guardia proposta dalla nostra Associazione, potremmo definirla, in linguaggio moderno, “un’Ora di trattenimento con Maria”. Ci troviamo piacevolmente insieme con Lei, non per passatempo, ma per “trattare” a vantaggio del nostro futuro, soprattutto quello eterno. Nel “trattenimento” con Maria, noi cerchiamo di propiziarcela salutandola con parole di lode, certamente a Lei gradite, e Lei ci risponde “parlandoci” del Figlio suo. Ci invita a pensare a Lui, a ringraziarlo per quanto ha fatto e sofferto per noi. Ci invita ad amarlo.

Durante la recita delle Ave Maria, infatti, noi chiediamo alla Madonna di intervenire direttamente nella nostra mente per illuminarla e nei nostri cuori per riscaldarli in modo che maturino in noi “gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (S. Paolo ai Romani 15, 5).
Sono proprio questi sentimenti, simili a quelli di Gesù, il frutto più bello e più maturo del Rosario. Se riuscissimo a nutrirli in noi! Quelli sono sentimenti di santità e di salvezza che non possono mancarci se vogliamo imparare ad essere miti e fiduciosi a somiglianza di Lui che “non aprì bocca dinanzi al tosatore e minacciato non minacciava vendetta” (Isaia 53,7). Se vogliamo essere suoi discepoli “ci dobbiamo comportare come Lui si è comportato”, ci avverte S. Giovanni (1 Gv 2,6).
In effetti, noi tutti, “siamo stati predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio di Dio” ci ricorda S. Paolo (Romani 8,29). E con il Rosario, in verità, noi “pensiamo a Colui che ha sopportato tante sofferenze da parte di persecutori forsennati contro la sua Persona, perché non ci lasciamo mai perdere d’animo (Ebrei 12,3).

Ci siamo iscritti all’Associazione del Rosario Perpetuo proprio per essere più sicuri di non mancare a questo “trattenimento” di un’Ora mensile con Maria. Quest’Ora di preghiera in più, con la recita dei misteri del Rosario, una volta al mese, è l’impegno vantaggioso che ci siamo assunti; è la nostra promessa, la nostra parola che abbiamo dato alla Madonna. 
Un’Ora di preghiera in più con Maria in modo che, ognuno di noi, unendo la propria Ora a quella di tante altre persone, che vogliono bene alla Madonna, contribuisce a far sì che il Rosario sia “perpetuamente” recitato, giorno e notte, 24 ore su 24. 
L’Ora di preghiera la possiamo fare da soli o insieme ad altri, in casa o in chiesa all’ora scelta. Ma, nell’eventualità di qualche impedimento, ogni ora è buona per fare la nostra parte.
Anche se il nostro impegno o promessa, dell’ora di preghiera, non ci obbliga a peccato, cerchiamo, comunque, di non mancare mai ad un “trattenimento” così prezioso! Tanto più se pensiamo che, in questo “trattenimento”, noi “stiamo” con la Madonna.
Il frutto della recita del Rosario è troppo grande per rinunciarci a cuor leggero. Quanti santi ha forgiato; quante grazie ha ottenuto a coloro che lo recitano!
Da questo conosciamo la fecondità del Rosario: la Madonna stessa l’ha ispirato, più volte l’ha chiesto, Lei stessa si è presentata come “la Madonna del Rosario”; i Papi l’hanno sempre raccomandato con zelo; i Santi l’hanno recitato con fervore. Papa Giovanni Paolo II, nella sua lettera sul Rosario, parla di “uno stuolo innumerevole di Santi che hanno trovato nel Rosario un’autentica via di santificazione”. Una sicura via, certo, anche per noi!
Non mi dispiace pensare a quest’Ora di trattenimento con Maria, come a una vera “scuola”, in cui Lei, la Madonna, è la nostra “maestra e guida” e noi “gli alunni”. “Quale maestra, in questo caso, più esperta di Maria?”. Quest’immagine della scuola ce la suggerisce la lettera sul Rosario, già citata, dove leggiamo: “Con il Rosario il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore” (RVM, nn. 1 e 14). Fedeli al Rosario perché temere?
Un cordiale saluto a tutti. P. Eugenio Zabatta o.p.


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