Loading...
Attendere prego......
Ignora collegamenti

LETTERA GENNAIO-FEBBRAIO 2014

GENTILI ZELATRICI E STIMATI LETTORI La nascita di Gesù fu la più povera, ma a tutto supplì meravigliosamente la presenza di Maria, la Madre. Più della bellezza e della luminosità degli angeli osannanti; più della pura semplicità dei pastori; più della generosa adorazione dei magi, fu Maria che rese degno il presepe a Cristo. Le intime relazioni della Madre verso il Figlio divino si estendono fino a noi per coinvolgerci e, in analogia, costituiscono il vero modello e l’ideale per ogni mamma cristiana nei riguardi dei propri figli.

L’attiva presenza di Maria “come vera Madre” accanto a Colui che è “il solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” (I Tm 2,5) è stata voluta “dal beneplacito di Dio e disposta fin dall’eternità dal Padre della misericordia” (cf. LG 56), anche come modello per ogni maternità e per ogni mediazione.
Più che oscurare il Redentore o allontanarlo da noi, per la sua singolare dignità di Madre, Maria non solo ci aiuta ad aderire più intimamente a Lui ma ci insegna anche come saper cooperare con Lui.
Quanto nella spiritualità è stato detto sui rapporti meravigliosi tra Cristo e Maria, e Maria e la Chiesa, (cf. LG 63) vale in certo modo anche per i nostri rapporti più personali con Cristo e con coloro che ci sono affidati e per i quali diventiamo anche noi come mediatori del loro bene .
Spronati dalla necessità di precisare la posizione di Maria nell’opera della nostra salvezza, i Padri del Concilio hanno riaffermato proprio la Sua Maternità come il genere di mediazione che meglio esprime il Suo continuo influsso nella nascita e nello sviluppo della vita della grazia nei fedeli. Maria, infatti, “anche ora in Cielo, esaltata sopra tutti i beati e gli angeli” intercede per noi presso il Suo Figlio (LG 62 e 69) e “continua a compiere la sua funzione materna di cooperatrice alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle singole anime degli uomini redenti” (Enc. Signum magnum, 1–1179).
In linea con questo insegnamento, i cristiani trovano nella maternità di Maria un nuovo elemento di speranza e di fiducia da recuperare, ma anche nello stesso tempo, trovano in lei il modello più proprio da seguire.  Chi non conosce l’influsso che una madre può esercitare in una famiglia per mantenere le buone relazioni e favorire l’armonia tra coloro che la compongono? Così anche noi dovremmo sapere influire beneficamente, con la parola e con l’esempio su coloro che ci sono affidati o dei quali abbiamo qualche sorta di responsabilità.
Quanto più istintivamente ci riferiremo alla funzione materna di Maria per capire il valore del ruolo di ogni mamma o di ogni persona che è chiamata a svolgere un ”ruolo materno” per le persone che deve assistere, istruire, formare o semplicemente accompagnare! Infatti più che nel vanto della maternità fisica, la grandezza di Maria, che la fa beata, consiste nell’aver “ascoltato e praticato la parola di Dio”, come Cristo ebbe a notare (Lc. 11,28) ed è per questo che la sua Maternità diventa il modello universale di ogni tipo di maternità. 
Così ogni donna può vedere rivalutata la propria funzione materna, che non è solo fisica per la vita che comunica, ma anche spirituale per l’influsso che ha nel suo sviluppo e nella formazione di vita. Così ogni responsabile di altre persone deve saper rendere “materno” il proprio rapporto verso coloro dei quali è responsabile. Così, aggiungo volentieri, ogni zelatrice si può sentire “madre” nei riguardi di coloro che deve aiutare a crescere nella devozione e nell’amore verso il Signore e la Madonna. Fatelo, care zelatrici, con l’esempio e la parola, perché il sacrificio che fate e il servizio che prestare al gruppo si può cambiare in grande merito per le vostre persone: Dio ne terrà conto.
 Ogni persona che è in qualche modo responsabile del bene, soprattutto spirituale, degli altri, non deve dimenticare che è chiamata ad ”essere madre”, cioè a dare vita e aiutarla a crescere e svilupparsi.
È alla spiritualità materna di Maria che invitiamo ad adeguarsi ogni madre, tale sia in senso fisico che spirituale. Nel ricordare loro la meravigliosa funzione di ”dare vita”, le invitiamo a trarre da questa “funzione eccellentissima”, sul modello della Madre di Dio, il proprio vanto e merito. Man mano che questo avverrà anche la Chiesa, e la stessa società, mostreranno più facilmente il loro volto materno. Care zelatrici, sia sempre “materno” anche il vostro agire! Tutti uniti ai piedi della Madre, con S. Domenico e S. Caterina!
Cordiali saluti. 
P. Eugenio Zabatta, direttore dell’Associazione.


Torna su

Rosario Perpetuo

Direzione: Piazza S. Maria Novella, n. 18 – 50123 FIRENZE
Tel: 055 239 60 34 - 055 265 64 53

Segreteria: Via Cittadella, n. 39 - 50144 Firenze
Tel. 055 35 56 80 - CCP n. 304501 int. a "Rosario Perpetuo – FI".

Orario di apertura (solo i giorni feriali).
Direzione: ore 11,00-13,00; 14,30-17,00.
Segreteria ore 8,30 -12,30.

Centro del Rosario Perpetuo
P.za S. Maria Novella, 18 -
50123 FIRENZE
tel. 055 35 56 80
e-mail: rosario.perpetuo@tiscali.it

Area riservata | Credits
Cookies Policy