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LETTERA DICEMBRE 2013

Gentili lettori e zelatrici del S. Rosario, Un periodo annuale sempre “forte” quello che stiamo vivendo, accompagnato da molte emozioni. Un anno va e un anno viene, con i loro segni di “gioie e dolori, fatiche e speranze”. Tanto è stato, forse, ciò che abbiamo realizzato nell’anno che passa e molto dovremo sapere compiere nell’anno nuovo. Gli auguri che non facciamo mancare ai nostri cari e ai nostri amici, in queste festività annuali, sono stati certamente ricchi di speranza, accompagnati com’erano da tanto affetto e caratterizzati da schietta sincerità.

Non sono stati auguri di sole parole! Possiamo farne certe le persone alle quali glieli abbiamo fatti perché nessuno di noi ha mancato nello stesso tempo di pregare per loro. Il “bene” che abbiamo augurato è stato chiesto al Signore fonte di ogni bene e alla Madonna che è sempre pronta a manifestarci concretamente la sua tenerezza e premura materne.
Con le festività natalizie, che celebriamo in questo mese, mettiamo in evidenza la Sua divina maternità contemplando il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio in lei che la unisce a Sé con vincolo indissolubile.
È questo il mistero – l’ Incarnazione - che è al centro della preghiera del Rosario. Recitarlo bene sia il proposito e l’impegno di tutti noi. Non dobbiamo stancarci di incoraggiare a partecipare più numerosi possibile all’Ora di Guardia. Quando facciamo l’Ora diamo la nostra testimonianza di fede alla Madonna e sappiamo che è quella l’occasione nella quale riceviamo “abbondanza di grazia dalle sue stesse mani” (RVM,1). È particolarmente durante la recita del Rosario che possiamo sperimentare la presenza della Madonna nella nostra vita, una presenza veramente tenera, premurosa ed efficace.
La Santa Madre di Dio svolge nei nostri confronti la missione affidatale da Gesù sulla croce, infatti, proprio con il Rosario che ci offre e che ci chiede di recitarlo e viverlo. Ci parla di questa consolante verità anche l’enciclica sul Rosario del beato Giovanni Paolo II quando afferma: «Numerosi segni dimostrano quanto la Vergine Santa voglia anche oggi esercitare, proprio attraverso questa preghiera (il Rosario), la premura materna alla quale il Redentore moribondo affidò, nella persona del discepolo prediletto, tutti i figli della Chiesa: “Donna, ecco il tuo figlio!”» (Gv 19, 26), (RVM, 7). 
Con il Rosario, perciò, preghiamo sicuri. Possiamo convincercene maggiormente per la seguente considerazione che ci porta a riscoprire che è nei sacramenti che il cristiano viene assimilato sempre più a Cristo. Ma per vivere come Cristo è pure necessario che il cristiano abbia sempre davanti agli occhi, cioè contempli, i Misteri della sua vita. La Chiesa glieli propone uno ad uno durante l’Anno liturgico, e oltre a ciò è spiritualmente efficace meditarli “insieme”, in modo unitario .
Questo modo è possibile – costatiamo - attraverso il Rosario. La contemplazione dei misteri di Gesù, che ci rapportano alla sua venuta nel mondo, alla sua rivelazione e alla sua passione-morte-risurrezione, viene fatta sulla trama della ripetizione vocale dell’Ave Maria. Pregano le labbra, il cuore è riconoscente, la mente intenta alle verità di fede: tutto l’uomo entra in comunicazione con Dio.

Non è possibile comunque meditare i misteri della vita di Cristo senza incontrare Maria. Quale Madre, infatti, Maria è sempre unita al suo Figlio Gesù. E il santo Rosario è un mezzo semplice e sicuro per tenere presente al proprio spirito il mistero di Gesù e di Maria, uniti insieme perché siano luce per la nostra vita: “i misteri di Cristo sono anche, in certo senso, i misteri della Madre…” (RVM 24).
È più facile andare a Gesù attraverso la sua Mamma, perché «lei unita in modo ineffabile al Signore, occupa dopo Cristo il posto più alto e il più vicino a noi». Per questo è la nostra Mediatrice di ogni grazia: possiamo, dunque, contare su di lei. Con il S. Rosario vogliamo proprio usufruire di questo suo ruolo di nostra Avvocata presso Gesù e di Madre di misericordia, che soccorre i suoi figli peccatori, ancora erranti in questa “valle di lacrime”.
Come già a Lourdes, la Madonna apparsa a Fatima, dove si è presentata come Regina del Rosario, ha invitato tutti alla preghiera e alla penitenza. Ugualmente a Medjugorje ci invita a tenere sempre tra le mani la corona del Rosario con il quale apriamo a lei il nostro cuore.
 Con S. Domenico e S. Caterina, presso il trono di Maria! Cordiali saluti.
(p. eugenio zabatta op.).


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