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LETTERA MARZO 2013

Lettera del Padre Direttore Gentili zelatrici e stimati lettori “Onoratela Maria con tutto il cuore e con tutto l’affetto, perché Lei è Madre vostra dolcissima. Da mane a sera, qualunque cosa facciate è che vi raccomandiate a quella dolce Madre”. Sono, queste, parole di S. Caterina da Siena che, come tanti altri santi, ci invita a pregare e a onorare la Madonna. E noi, soprattutto quando facciamo l’Ora di Guardia, possiamo pensare di cogliere questo invito, sia per l’importanza che riconosciamo alla preghiera e sia per la fiducia che riponiamo nella materna protezione della Madre di Dio.

“Quante ore preghi ogni giorno?”, fu la domanda che Sr Teresa di Calcutta fece al vescovo di Loreto. Come sorpreso, il vescovo rispose: “Madre, da lei mi aspettavo un richiamo alla carità, un invito ad amare di più i poveri. Perché mi chiede quante ore prego?”. Madre Teresa prese tra le sue mani quelle del vescovo e “maternamente” gli confidò: “Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, Dio mi mette il suo Amore nel cuore e così posso amare i poveri”.
Pregando! Il segreto di Madre Teresa era la preghiera!
Nel 1979 Sr Teresa ricevette il Premio Nobel per la Pace. Andò a ritirarlo ad Oslo portando la corona del Rosario stretta tra le sue grosse mani, abituate alla fatica del lavoro e alla carezza degli ammalati: nessuno osò rimproverarla per questo suo gesto d’affetto verso la Madonna, neppure in terra rigidamente luterana come la Svezia.
Tornata a Roma, vari giornalisti la circondarono nel cortile esterno della casa dove sono le sue suore, sul Monte Celio. Teresa li accolse come figli mettendo nella mano di ciascuno una medaglietta dell’Immacolata. Tra le molte domande e foto, un giornalista le disse: “Madre, lei ha settant’anni! Quando lei morirà, il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?”. Madre Teresa, con un luminoso sorriso sul volto, gli rispose: “Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita nella quale potesse brillare l’amore di Dio. Le pare poco?” E continuò chiedendo al giornalista: “Cerchi di essere anche lei una goccia di acqua pulita; così saremo in due. È sposato?”. –“Si, Madre”. – Lo dica anche a sua moglie; così saremo in tre. Ha dei figli?” – “Tre figli, Madre”. – Lo insegni anche ai suoi figli. Così saremo in sei”.
E se anche noi ci unissimo per essere una goccia pulita …?  Saremmo decine di migliaia!

In questi due episodi potremo facilmente ritrovare le finalità che l’Associazione del Rosario Perpetuo ci suggerisce e che abbiamo saputo fare nostre:
1. Pregare per tutti: vivi e defunti. Conosciuta l’indispensabilità e l’efficacia della preghiera, con il Rosario non pretendiamo di cambiare il mondo, ma possiamo sostenere, favorire tutte quelle iniziative umanitarie, civili e politiche a favore dei malati, dei poveri, degli anziani come dei bambini: iniziative che, senza la preghiera, falliscono, non si realizzano. Con la preghiera diventiamo meno poveri per aiutare gli altri. Resa più preziosa e ritmata dalla corona, la nostra preghiera, quale azione intima, silenziosa, nascosta “come le acque sotterranee che rendono fertile il terreno”, diventa gradita a Dio ed è esaudita.
2. Pregare in unione stretta. Anche se solo spiritualmente e non fisicamente, siamo uniti con innumerevoli fratelli e sorelle, sparsi in tutta Italia e anche all’estero, preghiamo in continuità gli uni per gli altri. Lodiamo la Madonna con il saluto dell’Ave Maria e meditiamo i misteri della nostra Redenzione. Allargando i cuori alla riconoscenza, ricordiamo che l’attiva presenza della Madonna accanto a Cristo è stata voluta dal beneplacito di Dio e disposta fin dall’eternità dal Padre della misericordia. Rifugiandoci sotto la sua materna protezione siamo liberati dal pessimismo che ci scoraggia o dall’isolamento che ci impaurisce.  La preghiera dei molti è più facilmente esaudita.

Con la nostra “Ora di Guardia”, in effetti, rinnoviamo la preghiera accorata che gli apostoli, nel lago in tempesta, rivolsero a Gesù: “Aiutaci, Signore, stiamo affondando”. E soprattutto aderiamo all’invito che Gesù stesso fece ai suoi apostoli prediletti, nell’Orto degli ulivi, prima della sua passione: “Vegliate e pregate”; ed evitiamo il suo rimprovero: “non siete stati capaci di vegliare un ora sola con Me?”.
“Un’ora sola”! È da questa parola del Salvatore che è nata la nostra “Ora di Guardia”: un’ora di veglia, un’ora di preghiera in più al mese, sostenuti dalla Madonna. Un’ora che unita a quella degli altri iscritti fa sì che 24 ore su 24 sia recitato il Rosario.
Non sia inutile ricordare le particolari indulgenze che riceviamo per la nostra iscrizione all’Associazione del Rosario Perpetuo e per l’Ora di Guardia che facciamo da soli o con il nostro gruppo.
Se ancora non sei iscritto, vieni anche tu ad aggiungere la tua ora di preghiera ogni mese perché il rosario sia recitato in continuità a lode della Vergine Maria e per mezzo di Lei alla Trinità Santissima.
Che la Madonna vi benedica e ricompensi e con voi benedica le vostre famiglie.


P. Eugenio Zabatta o.p.
Direttore del Rosario Perpetuo.


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